Hamas voleva distruggere Israele con l’aiuto di Iran ed Hezbollah. A riferirlo è il Centro di informazione sull’intelligence e il terrorismo Meir Amit, secondo cui il gruppo terroristico arabo-palestinese aveva pianificato una strategia per annientare lo Stato ebraico già da alcuni anni.
Il piano è emerso in diversi documenti riservati* ritrovati a Gaza, la novità è per chi ha ancora gli occhi solo su Rafah.
La novità “vera” è sulle modalità e le tempistiche. I documenti hanno rivelato le comunicazioni tra Yahya Sinwar e leader di Iran e Hezbollah per coordinare un attacco contemporaneo su diversi fronti con il coinvolgimento di Hezbollah, milizie di Iraq, Yemen e Siria e operazioni terroristiche nella West Bank e all’interno del territorio israeliano.
Colpire in maniera sincronizzata, cercando di sfruttare i momenti delicati come le festività ebraiche, considerate dai registi del terrore “detonatori” di tensione nella regione.
Secondo un documento del luglio 2022, l’allora leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, avrebbe dato il proprio assenso previa richiesta di discussione con Teheran.
A sei mesi dal quel maledetto sabato del 7 ottobre 2023, una comunicazione intercettata tra Sinwar e un comandante di Hezbollah evidenziava come Hamas ritenesse l’esercito israeliano “esausto” e non sufficientemente capace di reagire a un attacco massiccio su vari fronti. Era l’aprile 2023.
A quattro mesi dal quel maledetto sabato del 7 ottobre 2023, un documento interno di Hamas considerava un intervento militare “per Gerusalemme e Al-Aqsa” una tappa fondamentale per la distruzione dello Stato d’Israele. Era il luglio 2023.
D’altronde Hamas inserì la distruzione d’Israele nel proprio statuto. A stupirsi sono sempre coloro che hanno ancora gli occhi solo su Rafah.
Le presunte belle parole di diversi politici, media e quant’altro sulla soluzione “due popoli, due stati” sono state portate via dal vento soffiato da Hamas, Hezbollah e Iran.
Chi non vuole capirlo o accettarlo, dovrebbe dirigere il suo sguardo anche altrove rispetto a Rafah.
* Documento integrale: clicca qui